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L'Ente Friuli nel Mondo congeda i figli degli emigranti

12 ragazzi sudamericani immersi nella realtà regionale

UDINE. Visi raggianti, sguardi vispi e interessati al mondo conditi da tanto entusiasmo. Questo lo stato d’animo che si misura tra i ragazzi protagonisti del corso di perfezionamento "Valori identitari e imprenditorialità", rivolto a laureati discendenti di emigrati friulani in Sudamerica.

Il progetto è organizzato, per il secondo anno, dell'Ente Friuli nel mondo, in collaborazione con l'università di Udine e il sostegno dell'Erdisu e degli altri tre soggetti che hanno coordinato i tirocini formativi, ovvero Confindustria, Associazione piccole e medie industrie e Associazione cooperative friulane di Udine. “I  neolaureati approdati in Friuli- – spiega Pietro  Pittaro presidente dell’Ente Friuli nel Mondo – hanno affrontato delle dure selezioni per entrare a far parte di questo importante progetto che valorizza la nostra identità e i valori che ci contraddistinguono ma focalizza soprattutto sugli aspetti linguistici e imprenditoriali peculiari del nostro territorio”.

I ragazzi sanno che sta per concludersi un periodo unico della loro vita. “Questa esperienza mi ha dato la carica perché ho imparato tante cose e conosciuto diverse persone – esordisce Roberta Rossi che vive a Santa Maria del Brasile -. Ha superato le mie aspettative ed essendomi appena laureata in economia contribuisce a rafforzare le conoscenze acquisite”. “E’ la prima volta che vengo a contatto con la terra dei miei avi – continua il conterraneo Eduardo Londero Kneipp, 26 anni laureato in Ingegneria forestale – e questo ha ingenerato tante emozioni. Mio bisnonno era di Gemona e quando ho visitato il museo del terremoto l’impatto è stato fortissimo. E’ stato interessante capire come un popolo, che ha provato un profondo smarrimento iniziale, sia riuscito a trovare la voglia di ricominciare  con una  concretezza e determinazione senza pari. Qualità che contraddistinguono i friulani e che sono la base anche della mia famiglia di oggi”.

Il corso, della durata di due mesi, è suddiviso in 5 aree formative per complessive 84 ore di attività didattica. L'obiettivo è quello di fornire una specifica preparazione in ambiti scientifici e professionali particolari. La seconda parte del corso si sviluppa con dei tirocini diversi per ciascun ragazzo nei settori di studio di provenienza. “Io sono avvocato e ricercatrice – dice Rubia Fernanda Poletto, brasiliana – e sono felice di potermi misurare con la vostra realtà e vivere il lato pratico della professione dopo aver fatto un full-immersion in studi peculiari, linguistici, visite guidate e attività culturali. La prima parte del corso mi è servita a capire meglio usi e costumi di mio bisnonno che arrivò in Brasile nel 1886. Lui mi raccontava del Friuli ma, per quanto uno possa immaginare un luogo, non sarà mai bello e intenso come viverlo direttamente sulla propria pelle”.

Alejandro Krukowski vive a Resistenza in Argentina, è di origini polacco-friulane e con i suoi 34 anni è il più vecchio del gruppo. “Ho deciso di cogliere questa opportunità ora – specifica Alejandro – perché in passato non l’ho fatto. I miei nonni materni sono uno di San Daniele e l’altro di Zoppola. In Argentina faccio l’ingegnere civile con una ditta in proprio, ma lavoro anche per un ente idrico e mi occupo di consulenze. La cosa che più ho sentito mia di questi mesi trascorsi in regione è stato scoprire da vicino le abitudini e quindi capire meglio mia mamma e mia nonna. Mi sono letteralmente ‘riconosciuto’ in questa terra e in questo popolo e tornerò a casa più ‘ricco’ interiormente. Un’esperienza che porterò al Fogolâr di Resistenza di cui faccio parte”

Tra le materie approfondite dal corso c’è l’aspetto linguistico. “Quando torno a casa – sottolinea Marianela Quarin Zanel, bibliotecaria e insegnante che vive a Santa Fe in Argentina e ha 27 anni – mi metterò a studiare caparbiamente il friulano. I miei bisnonni sono di Udine e Casarsa ed è stato bello acquisire conoscenze sulla loro storia, valori e tradizioni. Il mio tirocinio si svolge nella biblioteca di Pasian di Prato e, come durante tutta quest’esperienza, mi sono sentita molto a mio agio in un ambiente che sento così vicino e familiare”.

“Per me la cosa più toccante – confida Berton Maria Umbelina 26 anni, argentina di Santiago del Estero, laureata in Comunicazione sociale – è stata incontrare i miei parenti ad Azzano Decimo. Non immaginavo fossero così tanti, abbiamo fatto assieme l’albero genealogico e lo porterò a casa, felice di essere l’unica componente della mia famiglia ad aver avuto un vero contatto col Friuli, terra dei miei bisnonni”.

Questi i 12 ragazzi che saluteranno il Friuli il prossimo 17 luglio: Berton Maria Umbelina, Krukowski Alejandro, Lanese Maria Eugenia, Martino Carolina, Masat Colussi Lucila, Paviotti Maria Agostina, Quarin Zanel Marianela, Sosa Cecilia e i brasiliani Giacobe Gabriela, Kneipp Londero Eduardo, Poletto Rubia Fernanda, Rossi Roberta.