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Domenica delle Palme - che bel picnic a Camberra!

Come di consueto, da trent’anni il Fogolar Furlan di Canberra e dintorni organizza un grande picnic annuale per la domenica delle Palme – che quest’anno è caduta il 24 marzo. E come al solito, in una bella giornata autunnale anche quest’anno vi hanno partecipato circa 300 persone di cui meno di una trentina erano friulani di prima generazione.

E la domenica delle Palme cade di solito attorno al 3 aprile, data del Friuli Day dando quindi l’opportunità ai friulani della capitale e dintorni di celebrare la loro friulanità. Questa data ricorda la fondazione nel 1077 del patriarcato di Aquileia – lo Stato Patriarcale del Friuli (allora chiamato ‘patria del Friuli). Da notare, dal punto di vista storico, che il Parlamento del Friuli (con rappresentanza dei comuni oltre che del clero e della nobiltà feudale) tenne la sua prima seduta il 6 luglio 1231 ed è quindi uno dei più vecchi d’Europa. Questo parlamento fu abolito da Napoleone nel 1805.

All’ultimo momento il comitato del Fogolar aveva dovuto cambiare località visto che nella vecchia (Weston Park) c’erano lavori in corso. La scelta di Black Mountain Peninsula è stata proprio azzeccata tanto che il comitato organizzativo è propenso a ritornarci in futuro: ha tanto spazio all’ombra per il pranzo, e tanto spazio all’aperto per i giochi dei bambini.

Al suono delle campane in festa (registrato a Toppo, il paese natio del presidente Lio Galafassi) un centinaio di fedeli si è raccolto per la santa messa celebrata da Mons Luis-Miguel Muñoz assistito da Padre Evans. La forte brezza della mattina aveva causato dei piccoli problemi a Mons Muñoz durante la messa, celebrata sotto un ombrellone alle sponde del lago: le pagine del missale si giravano da sole! Mons Muñoz aveva già benedetto i rametti di ulivo lì vicino poco prima d’iniziare la messa.

Durante la sua omelia Padre Muñoz, invece di soffermarsi sulla passione di Cristo “che è già abbastanza forte”, ha voluto parlare della vita di S. Ignazio di Loyola dato che il nuovo pontefice è un gesuita. Ha raccontato che Ignazio, in seguito ad una ferita militare, durante il periodo di recupero aveva letto testi sulla vita di Cristo trovandovi consolazione. Aveva così deciso di abbandonare la sua vita mondana per dedicarla invece “alla volontà del Signore.” E così noi, ha proseguito Mons. Muñoz,  “conoscendo Gesù possiamo vivere una vita umile, piena di gioia e speranza [...] Cristo è morto per darci la pace e la resurrezione”.

Il pranzo anche quest’anno includeva salsiccia friulana e bistecca, insalate varie, ‘muset’ (cotechino) con la ‘brovada’, polenta e frico (formaggio fritto) o formaggio friulano, e colomba pasquale. C’erano caffè e gelato in vendita oltre che bevande varie e crostoli. C’era un giocoliere/pagliaccio per intrattenere i bambini, ed i fratelli gemelli Pauletto per dipingere i loro visi. Per i bambini c’era pure la tradizionale ed eccitante caccia all’uovo (di cioccolata) oltre che un biglietto gratuito per la lotteria.

Una novità quest’anno è stata l’esibizione del coro Dante Musica Viva che, sotto la direzione del maestro Francesco Sofo, ha proposto otto pezzi tra cui due canzoni folcloristiche friulane – O ce biel ciscjel a Udin, e E l’alegrie. Il coro e’ prevalentemente composto di studenti d’italiano della Società Dante Alighieri quindi tocca alla scrivente – friulana DOC e membro del coro – spiegare il significato delle canzoni ed insegnarne la pronuncia. Allibiti, i membri del coro chiedono: ma che razza di lingua è questa? Ma poi imparano bene!

Avevano accettato l’invito al pranzo anche il console di Canberra Alessandro Giovine con la compagna Anne-Hélène Kabucz, e il nuovo nunzio apostolico Mons. Paul Gallagher. Al loro tavolo c’era anche Joe Giugni, l’italiano a cui era stata conferita l’onorificenza OAM (Order of Australia Medal) all’inizio dell’anno.

Lio Galafassi come al solito ha gestito la giornata in modo del tutto efficiente. Nel suo intervento ha ricordato che il Fogolar di Canberra celebra la friulanità da ben trent’anni ed ha poi ringraziato i presenti (che provenivano da varie regioni d’Italia) incluso i presidenti di alcune associazioni, la sua team di volontari e il coro per aver accettato l’invito di venir ad intrattenere la comunità italiana. Ha quindi menzionato che stiamo tuttora aspettando l’arrivo a Canberra di un sacerdote italiano – i ritardi sono dovuti al fatto che nella diocesi manca il vescovo da oltre un anno. “La nunziatura ci ha assicurati che farà il possibile per celebrare le messe in italiano in attesa del sacerdote, e ne siamo molto grati” ha affermato Galafassi concludendo “Ricordiamo con affetto e gratitudine l’ex nunzio apostolico Mons. Giuseppe Lazzarotto, ora alla nunziatura di Gerusalemme, per la sua grande disponibilità durante il suo mandato a Canberra”.

A fine giornata, Galafassi ha commentato che forse quest’anno il numero di partecipanti era un po’ più basso di quello dell’anno scorso; ciò nonostante sembra che siano rimasti tutti soddisfatti. A suo giudizio, l’aspetto più positivo della giornata era la presenza di tanti giovani adolescenti e bambini di terza e anche quarta generazione. In particolare, erano presenti figli o nipoti di friulani mandati in Italia tramite i vari programmi di visite organizzati dalla regione. “Dobbiamo aver ben seminato perchè quelli che abbiamo mandato nel corso degli anni erano presenti, anche con i loro figli” ha affermato con orgoglio Galafassi.

Dopo una lunga giornata, i lavoratori erano stanchi ma soddisfatti e disposti a ripetere il tutto l’anno prossimo. Tempo bello; località stupenda; tanti italiani venuti per trascorrere qualche ora all’italiana, in allegra compagnia; bambini contenti; il suono di campane di paese; l’opportunità di parlare in friulano e ricordare il vecchio paese. Cosa si può voler di più? 

Yvette Alberti Devlin